Corsa
GPS, distanza, tempo al chilometro e dislivello
Quali punti GPS vengono tenuti o scartati, come si misura la distanza sulla sfera terrestre, come viene cronometrato ogni chilometro e come il dislivello filtra il rumore dell'altitudine.
4 min di lettura Aggiornato il 9 ottobre 2026
Il principio
Un telefono riceve una posizione quasi ogni secondo, con una precisione variabile: sotto gli alberi o tra i palazzi un punto può saltare di diverse decine di metri. Sommare tutti i punti gonfierebbe la distanza. Azetta scarta i punti dubbi, misura la distanza tra i punti tenuti, poi ne ricava i tuoi tempi al chilometro e il tuo dislivello.
Il metodo Azetta
Durante la corsa
- Precisione richiesta: la migliore disponibile, un punto almeno ogni 5 m di spostamento.
- Un punto annunciato con una precisione peggiore di 30 m viene ignorato.
- Un passo tra due punti viene aggiunto solo se è inferiore a 100 m.
- Un chilometro completo attiva una vibrazione e registra il tuo tempo al chilometro.
- Il ritmo del momento viene calcolato sugli ultimi 30 secondi, a partire da 20 m percorsi.
La distanza
Tra due punti, l'app misura la distanza sulla Terra considerata come una sfera di raggio medio 6 371 008,8 m, con la formula dell'haversine:
φ è la latitudine, λ la longitudine. Un grado di latitudine vale così circa 111 195 m.
La registrazione e i tempi al chilometro
- Il tracciato viene alleggerito a un punto ogni 5 s (più l'ultimo), coordinate arrotondate al milionesimo di grado (circa 0,1 m).
- Un segmento percorso a più di 12 m/s (43 km/h) è un salto GPS: il suo tempo conta, la sua distanza no.
- Il passaggio a ogni chilometro viene interpolato tra i due punti che lo racchiudono; l'ultimo chilometro incompleto non viene contato. Il tuo chilometro più veloce è il più piccolo di questi tempi.
- Il grafico del ritmo divide la corsa in tratti di lunghezza totale ÷ 40, tra 100 e 1000 m.
Il dislivello
L'altitudine GPS varia di qualche metro da un punto all'altro senza che tu salga. L'app conta quindi una salita solo con una soglia di 3 m (isteresi): segue il punto più basso, comincia a contare solo 3 m sopra, poi conta ogni metro guadagnato fino a una discesa di almeno 3 m. Nell'escursionismo il filtro è più forte (vedi l'articolo sull'escursionismo).
Perché questa scelta
- L'haversine è precisa al metro sulle distanze di una corsa e semplice da calcolare su un telefono.
- Scartare i punti imprecisi e i salti impossibili elimina la maggior parte degli errori che allungano una traccia.
- Una soglia sull'altitudine è il metodo più semplice per non contare il rumore come dislivello.
Limiti
- Il GPS resta imperfetto in città dense, sotto una copertura fitta e in galleria: la distanza può risultare un po' corta o un po' lunga.
- Non c'è livellamento delle posizioni (tipo filtro di Kalman) né barometro: solo scarti e una soglia.
- Niente ritmo corretto per la pendenza, niente cadenza.
- La frequenza cardiaca non viene registrata durante una corsa GPS nell'app; lo è per le attività importate da un orologio.
Riferimenti
- Sinnott RW. Virtues of the Haversine. Sky and Telescope, 1984; 68(2): 159.
- Douglas DH, Peucker TK. Algorithms for the reduction of the number of points required to represent a digitized line or its caricature. Cartographica, 1973; 10(2): 112-122.